No previsioni

Ci stiamo muovendo rapidamente

Ma nessuno sa dove stiamo andando

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Mia traduzione dell’articolo di Andews Chuckhoyan pubblicato World Economic Form  il giorno 19 aprile 2017 

Chiunque abbia mai esaminato il proprio piano pensionistico deve aver riflettuto sulle due domande fondamentali: a che età si dovrebbe andare in pensione e come si fa a valutare la propria aspettativa di vita? Qualche decennio fa, non c’era nulla di scoraggiante in queste domande. Non ci sarebbe stato alcun motivo di dubitare delle statistiche sulla speranza di vita o prendere in considerazione eventuali variazioni della età pensionabile, che era prevista con certezza intorno ai 60-65 anni.

Non così oggi. L’aspettativa di vita media punta ai 100, recita un titolo di giornale scandalistico, a partire dal 2015. Ma com’è stata veramente sensazionale la dichiarazione dello Scientific American di qualche mese fa che ” l’invecchiamento è reversibile “, citando il successo degli esperimenti di laboratorio sui topi?

Jack Ma, fondatore di Alibaba Group , si chiedeva se, fra un paio di secoli da oggi, potremmo aver bisogno di legiferare sulla durata della vita .

In effetti, è prevedibile che le future scoperte scientifiche e i progressi nella tecnologia consentiranno il differimento a tempo indeterminato dell’invecchiamento. La maggior parte di noi sono probabilmente scettici circa le prospettive di immortalità dell’uomo, altri ancora possono concludere che 200 anni, all’attuale ritmo del progresso, sono un traguardo troppo arduo da raggiungere a breve per l’umanità. E sostengono che al di là di una vita indefinitamente lunga, potremmo realizzare importanti passi avanti che non possiamo nemmeno immaginare oggi – come la colonizzazione dello spazio o la realizzazione di un’intelligenza artificiale cosciente di sé .

D’altra parte, gli scienziati del clima avvertono degli effetti devastanti che il riscaldamento globale potrebbe avere sulla civiltà umana, se non saremo in grado o non vorremo ridurre le emissioni di gas serra nel tempo. Potenzialmente i rischi catastrofici abbondano e potrebbero, con grande probabilità, compromettere il percorso positivo dello sviluppo.

La fine di previsione?

Come fare un piano pensionistico in un contesto così confuso? Come si fa a prevedere qualcosa nell’era della quarta rivoluzione industriale ?

Il McKinsey Global Institute ha stimato che ” la metà delle attività lavorative di oggi potrebbe essere automatizzato entro il 2055 “, e la rivista Economist ha pubblicato una storia di copertina sui computer quantistici riportando il pensiero di Google che ” tali macchine sono solo a cinque anni dalla sfruttabilità commerciale .”

Che conclusioni traiamo da questo? Saranno ancora una volta i computer, stavolta quantistici, a capovolgere tutto? ” Tali computer saranno in grado di farsi strada attraverso i calcoli che richiederebbero millenni degli attuali migliori supercomputer“, ha spiegato l’ Economist. Che effetto avrà sui posti di lavoro o altri aspetti dell’esperienza umana è difficile, se non impossibile, da prevedere.

‘Le innovazioni saranno simili a quelle degli antibiotici e dell’aereo’

Un altro grande trend è la realtà virtuale (VR). Possiamo prevedere le implicazioni che la continua e diffusa VR avrà, diciamo, sulla redditività dei giganti delle telecomunicazioni e dell’industria dell’intrattenimento? I fallimenti nell’indice Fortune 500 parlano da sé, e mentre non possiamo  prevedere facilmente quali  start-up tecnologiche avranno successo e quali falliranno, quello che possiamo dire con sicurezza è che l’indice del giro d’affari sta per accelerare.

Gran parte della incertezza, praticamente su tutto quanto, ha origine nel fenomeno descritto da Mike Lee, il quale sostiene che ” Il prossimo doppio secolo (2000-2200) promette non meno di 150 innovazioni rivoluzionarie alla pari della macchina a vapore, gli antibiotici e l’aeroplano. 

La figura è sorprendente perché ci mostra come la metà delle innovazioni sono state raggiunge nell’ultimo dei 5 millenni di vita dell’uomo.

Il rapido aumento della tecnologia, che ha raddoppiato ogni 200 anni dal 1400.
Immagine: Michael Lee, SA Museo

La creazione del telegrafo, internet, e lo smartphone hanno rimodellato il mondo delle generazione che li hanno usati. Se invenzioni di tale portata si presentano due volte per decennio, invece di una volta in un secolo, le previsioni sono inutili.

Non si tratta di sapere quali grandi scoperte sono in procinto di distruggere i nostri modelli economici o cambiare il nostro modo di vivere, è l’interazione e la stratificazione di queste invenzioni. Per i responsabili politici, imprenditori e ingegneri di applicazioni brainstorm come la tecnologia blockchain, giungere a conclusioni esaurienti sarà altrettanto difficile come sarebbe stata quella di prevedere che lo smartphone potrebbe presto essere in grado di superare un medico nella diagnosi di una malattia.

L’adattamento ad un futuro incerto

Quanto prima ci rendiamo conto che le previsioni a lungo termine stanno diventando obsolete, meglio saremo in grado di far fronte alla nuova realtà. Le imprese stanno già rispondendo con l’assunzione di Chief Digital Officers, la promozione della cultura imprenditoriale ed elevando l’innovazione indispensabile al livello di priorità esistenziale. Forse un’altra implicazione sarà la fine della strategia di business così come la conosciamo. La previsione strategica e la pianificazione di scenari sembrano offrire le metodologie migliori alle imprese per adattarsi e adottare un ambiente competitivo in continua evoluzione.

La speculazione selvaggia sull’accelerazione dei processi tecnologico non è certo una storiella di moda. La notizia di carrozze auto-guidate doveva aver terrorizzato i proprietari di cavalli; e quei sapientoni che hanno visto l’automazione dei processi di fabbrica predissero la disoccupazione di massa. Ogni volta che si cerca di prevedere il futuro con la consapevolezza contestuale di oggi, lottiamo con la mancanza di immaginazione o, forse, scontiamo la nozione che le incognite sconosciute sono inconoscibili per definizione.

Progresso: il mondo non è finito quando le auto sostituirono cavalli
Immagine: Wikimedia

Quando le automobili sostituirono i cavalli come mezzo primario per il trasporto, il mondo non è giunto al suo termine. Le rivoluzioni industriali precedenti portarono una quantità di professioni nel dimenticatoio, ma un sacco di nuovi posti di lavoro furono creati in loro vece. Ma questa volta, data la natura qualitativamente diversa  del progresso scientifico oggi, dobbiamo valutare un piano d’azione futuro ‘senza lavoro’ , quanto uno con ‘piena occupazione’.

Se l’era post-previsione è davvero su di noi, che cosa significa per i comuni mortali (un termine che potremmo dover rivedere dal 2200) e come ne dovremmo far fronte? Dobbiamo cominciare accettando l’incertezza come un dato; rimanere aperti mentalmente verso il progresso tecnologico; e, quando si tratta di progetto pensionistici, vale la pena notare che i bitcoin avevano appena superato il valore dell’oro, Dubai ha in programma di introdurre un servizio autonomo di taxi immediato, e Airbus ha svelato una car drone concept. Forse per quelli di noi, la cui pensione è a più di dieci anni di distanza, è possibile concentrarsi meno sulla pensione e di più ad immaginare e sentirsi eccitati per il futuro incerto, ma sicuramente affascinante.

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Sommario

Siamo entrati in una epoca dove non è possibile fare più previsioni e ci dobbiamo adattare a pensare in modo incerto al futuro

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