Dallo Stato alle BitNation

Condividi:

Il digitale, cioè la società nata con l’adozione generalizzata della tecnologia digitale, sta plasmando un nuovo modo di pensare, il nostro essere nel mondo e di organizzarci. In questo processo, dopo le relazioni e le monete, anche l’idea di nazione sta subendo una trasformazione

Definiamo i termini

Prima di tutto occorre risolvere un equivoco sui termini Stato e Nazione, usati spesso come sinonimi. Lo Stato è un’organizzazione politica costituita da un popolo stanziato in un determinato territorio mentre Nazione è il complesso di persone che hanno comunanza di origine, di lingua, di storia e che di questo ne hanno coscienza. Gli italiani nel Risorgimento erano una nazione ma non uno stato mentre oggi l’Italia è uno stato multi-etnico.

Per lungo tempo Chiesa e Stato si sono contrapposti nel rivendicare la propria autorità. Lo Stato, come protettore della Chiesa, pretendeva di nominare i vescovi ed intervenire nell’elezione papale; la Chiesa, che incoronava gli imperatori, rivendicava la sua superiorità sul ruolo dello Stato.

La speranza nella ragione

Il consolidamento del sentimento nazionale mise in crisi le autorità imperiali ed ecclesiali facendo declinare entrambe fino alla crisi definitiva con la Riforma Protestante. Lutero, proponendo la libertà di interpretazione dei testi sacri, determinò la crisi del principio di autorità che da verticale si trasformò in orizzontale. Questo diede inizio alla emancipazione della ragione da ogni vincolo tanto da far scrivere a Kant che l’uomo, per la prima volta, interrogava la Natura come un giudice un testimone ma questa volta, non avrebbe ammesso silenzi. È il disincanto del mondo, dirà in seguito Weber, l’esclusione della metafisica dal mondo.

Nasce il mito del progresso eterno, sostenuto da Hegel e dalla convinzione di poter sgominare, con progressiva intensità, ogni ostacolo sulla strada della conoscenza e del progresso.

La morte di Dio

Nel mondo giudaico-cristiano esistevano controversie e discussioni eppure si era concordi sulla non disponibilità alla dialettica di alcuni principi fondamentali, verità originate da Dio stesso.

In un mondo disincantato, dove non è Dio l’originatore di senso e dei fini, l’uomo scopre di non essere ma di esistere e di determinarsi solo agendo. Se prima la tensione era verso un dover essere secondo una visione universalistica, ora l’uomo scopre di essere misura e regola della esistenza, di voler essere. La visione del progresso, quello svolgersi orientato al raggiungimento del Paradiso, viene spostata sull’immediatezza del bene terreno.

Accogliendo l’annuncio di Nietzsche della morte di Dio, la tentazione verso un futuro migliore ma inesistente, non appare fondata né sensata e tutto si concentra sul qui e ora, sul presente, togliendo alla metafisica il diritto di cittadinanza nella storia dell’uomo.

L’epoca delle tribù

Il dissidio tra la morale del dover essere, imposta come simbolo identitario, e il voler essere personale, crea un vuoto esistenziale, uno spaesamento. La lotta per voler essere qualcosa di diverso dal dover essere qualcuno di non desiderato, ha prodotto reduci sfiduciati e vagabondi per le strade esistenziali che si sono riconosciuti come tali e legati insieme curandosi e sostenendosi a vicenda. Era una complicità di vita, un farsi compagnia nella solitudine scoprendo un motivo nuovo di vita: l’altro permette di essere, la sua sofferenza – che è anche la propria – aiuta ad accettare la nuova condizione e darle rilievo semantico. Le nuove narrazioni si arricchirono di pathos e diventando miti su cui ancorare la tensione metafisica mai totalmente silenziata.

Nella dimensione collettiva del gruppo, nelle relazioni che lo costituivano, il singolo ritrovava una risposta di senso. Maffesoli chiamava questo gruppo tribù. Il luogo d’incontro venne svuotato dalla memoria del passato e riempito della nuova identità tribale. La prossemia, secondo la Scuola di Palo Alto, era un segno caratteristico. Non valeva più vedersi e riconoscersi ma era necessario condividere la sfera fisico-esistenziale, toccare le feriti, sentirsi gli odori. La relazione diveniva tattile ed erotica.

Nelle grandi narrazioni del passato  (illuminismo, razionalismo, marxismo ma anche cristianesimo) il singolo doveva ricercare individualmente, nella solitudine, un senso trascendentale; nella tribù il senso si disvelava nella relazione con l’altro, vivendo ogni attimo insieme. Solo vivendo nella tribù e con la tribù il singolo si ritrovavA e vivva.

La nascita della community

Internet non conosce spazialità né territorio. Quando la tribù entra nel digitale la sua prossimità è l’intero genere umano e il suo territorio il mondo. La tribù si estende con un insieme di contatti in un luogo indefinito dove agisce di continuo. Il senso di soddisfazione cresce enormemente e l’appagamento “metafisico” trova il suo culmine.

Nella community le generazioni trovano quella socialità, quella densità di rapporti e di senso che il fisico disincantato non offre più. La community guadagna spazio rassicurante nello smartphone, moderno totem, l’oracolo consultato in continuazione in attesa di un contatto dal mondo, una notifica che rassicuri della nostra esistenza, di essere in una community.

La BitNation

Abbattuti i confini spazio-temporali e revocata la delega agli stati la comparsa della BitNation è stata solo questione di tempo.

BitNation non vuole migliorare gli stati o le nazioni esistenti, vuole farne a meno. L’obiettivo finale è avere nazioni virtuali in sostituzione delle istituzioni esistenti con conseguente abolizione di confini. Tante bitnation ognuna con le sue leggi, i suoi servizi (e le sue tasse in cripto moneta). Ciascuno può sceglierne o fondarne una. Siamo nati in limiti geografici e sotto una legislatura che sono imposti (il dover essere). BitNation vuole dare a tutti la possibilità di scelta (il voler essere).

Nella nazione virtuale la trascendenza è isolata dall’esperienza che l’ha fatto nascere. Da un lato è un rischio,  perché non riconoscendo il legame con l’esperienza si idealizzano i desideri; dall’altro è una opportunità, è l’inizio di una progettualità verso una nuova idea di sé. La BitNation è una governance dell’dentità, tale o presunta, ma non interviene nell’amministrazione delle risorse del territorio in cui si vive: l’appartenenza a BitNation differenti, con ideali differenti, possono diventare inconciliabili. Una BitNation vegana come gestirebbe gli animali in comune con una BitNation carnivora? Anziché favorire un movimento centripeto, di unione intorno ad un’idea fondante, si cederebbe alla forza centrifuga facendo di ogni BitNation un’isola.

Le BitNation sono probabilmente lo stadio finale del processo della modernità iniziato con Cartesio, esauritosi nella post-modernità, come visto da Lyotard, e definitivamente conclusasi nel digitale dove assisteremo ad una nuova epoca aggregativa.

Sarà importante trovare un tratto, un’identità comune in cui riconoscersi come persone, comunità, nazione, fratelli. L’anelito metafisico deve essere coltivato perché è l’unico elemento comune ma per recuperarlo bisogna ristabilirne la dimensione verticale, guardare oltre se stessi, riscoprire valori antichi riletti nell’oggi.

Non si tratta di ristabilire una legge superiore che comandi di dover essere, né dare dignità a qualsiasi pulsione per voler essere migliori ma proporre un progetto di vita per poter essere migliori.

 

Condividi:
Sommario

Il digitale, cioè la società nata con l'adozione generalizzata della tecnologia digitale, sta plasmando un nuovo modo di pensare il nostro essere nel mondo e di organizzarci. In questo processo, dopo le relazioni e le monete, anche l'idea di nazione sta subendo una trasformazione

  • Questo articolo è interessante (0 no - 5 sì)?
User Rating: 0 ( 0 Votes )

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *