Ora è Alexa a leggere le favole

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Con il servizio Amazon Alexa Bedtime stories smetteremo di leggere le favole per addormentare i bambini?

Recentemente, su Aleteia è stata ripresa una ricerca inglese in cui si evidenza che il 25% dei genitori intervistati affidavano ad Amazon Alexa, l’assistente domestica di Amazon, la lettura delle favole della buona notte. L’autrice, Paola Belletti, con un percorso tortuoso attraverso polemiche sulle mode bio, crisi dell’editoria, genitorialità assistita e ricordi personali, fa emerge un’accusa rivolta ai genitori colpevoli di delegare alla tecnologia il ruolo relazionale.

Davvero, come vuole farci intendere l’articolo, è in atto un cedimento alla tecnologia della relaziona, specialmente quella fondamentale della genitorialità?

 

Facciamo chiarezza. L’indagine è stata commissionata da Book Test, una charity inglese per la promozione della lettura nei bambini sotto i 10 anni. Lo scopo dell’indagine era spere se ancora ci fosse un’abitudine a leggere i libri di favole ai figli prima di addormentarsi. Quasi un’indagine marketing più che sociologica. Il campione intervista sembra ampio (1.000 interviste), ma nulla sappiamo della sua composizione (padre/madre – compagno/a, condizione economica, classe sociale, titolo i studio) e sulle domande poste, cioé quegli elementi metodologici che qualificano una ricerca sul campo.

Sony Pictures Animation ha pubblicato una serie di storie della buona notte per Amazon Alexa come promozione al film ““Hotel Transylvania 3: Summer Vacation.” Una storia, una filastrocca o una battuta verrà letta dal cast ogni giorno fino al 13 luglio 2019, data di uscita del film. Per altre storie guarda gli Alexa Skills Amazon Novelty & HumorEducation & Reference

L’uso della tecnologia implica una delega, cioè un trasferimento di funzioni ad un subordinato. Certamente laddove si parla di relazioni la delega assume categorie valoriali differenti. 

Prima di tutto la delega può determinare un mandato, un incarico ad eseguire un’incombenza particolare, oppure una procura, che conferisce un potere di rappresentanza. Mentre nel primo caso l’azione è circoscritta nel tempo e nelle azioni, nel secondo si agisce al posto ed in nome del delegante. In entrambe, però, c’è un vuoto di presenza ed è proprio la qualità di questa mancanza a determinarne il valore. Nella procura c’è un essere assenti mentre nel mandato c’è un essere altrove. Nell’assenza si registra sia l’assenza sia la chiusura ad ogni possibile presenza, nell’altrove si evidenzia solo la presenza in un luogo altro ma rimane aperto il campo delle possibilità di una presenza che il digitale è in grado di rendere vivida. In un incontro, un membro non presente è sicuramente assente ma se collegato su Skype è non presente ma altrove perché sta realizzando una possibilità di presenza. 

E’ importante capire il vuoto di presenza dei genitori nella relazione. Se è un’assenza, stabile e duratura, allora c’è una procura alla tecnologia ma se è un altrove, momentaneo e contingente, allora è un mandato che non sostituisce la relazione. Non è di uso comune, per i genitori, dare un oggetto ai figli come loro surrogato per un’assenza temporanea, come una trasferta? E’ la qualità dell’assenza a fare la differenza. Proprio questo dato non è presente nell’indagine: chi, quando e con quale frequenza ricorre all’uso di Alexa?

Questi allarmismi sono tipici di una resistenza al cambiamento e delle incomprensioni della cultura digitale. La tecnologia è vista solo nella dimensione sostitutiva dell’uomo. Viene negata la dimensione antropologica del digitale, la capacità di generare nuove esigenze e di soddisfarle in maniera innovativa. Comprendendo questo mutamento in atto, sarà possibile superare le due opposizioni più forti al digitale. LA prima è il determinismo tecnologico, cioè quel progresso auto-emandante della tecnologia il cui obiettivo è l’eliminazione del ruolo umano. L’alta è la sostituzione tecnologica, pensare che sia in atto la sostituzione delle funzioni umani tout-court.

La robotica sociale ci insegna, al contrario, che il futuro sarà di collaborazione uomo-digitale e dovremo imparare a rapportarci con i dispostivi come abbiamo fatto con le segreterie telefoniche ed i risponditori vocali. I nostri pronipoti avranno un ologramma della mamma dotato di Intelligenza Artificiale in grado di fornire la migliore user – experience materna?

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