Google News non paghera’ gli autori

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Google rinuncia alle news per non pagare il Copyright. Perché questa decisione danneggia ed impoverisce anche noi

Google ha deciso di non pagare le fonti giornalistiche in Francia. Nonostante il governo transalpino abbia approvato la legge sul Copyright, Google ha trovato un escamotage per continuare ad pubblicare Google News senza pagare i diritti di autore.

Questa estate la Francia, prima fra le nazioni UE, ha recepito la direttiva europea sul Copyright con una legge cui molti hanno guardato con fiducia. L’utilizzo dei contenuti dei professionisti dell’informazione dovevano essere adeguatamente remunerati. Ovviamente l’obiettivo della legge era regolamentare il settore online dove i grandi aggregatori saccheggiano a piene mani i giornali e le agenzie on line senza ricompensare del lavoro i professionisti che scrivono e documentano quelle notizie. E’ una cosa giusta mettere fine all’equivoco che confonde libertà con gratuità: «Se la gratuità tracciasse i confini della libertà, qualsiasi costo sarebbe visto come un sopruso anziché la valorizzazione di un bene prodotto dalla fatica e dall’ingegno umano.»
mass media

Google non cede. In Germania, Google ha vinto contro la VG Media, una SIAE locale, perché la disposizione tedesca vigente dal 2013 vieta la pubblicazione di tutto o parte dei contenuti ma non singole parole o brevissimi estratti, in breve degli snippets. Forte di questa sentenza e di una lettura fra le more della legge, Google ha comunicato alla Francia che ridurrà gli snippets e metterà solo titoli e link senza pagare per i contenuti più ampi.

Il governo francese ha gridato al tradimento dello spirito e della lettera della legge mentre gli editori europei si sono affrettati a fare i conti a Google News. Secondo i loro calcoli, Google incassa l’80% degli introiti di pubblicità dalla pubblicazione di notizie ottenute con il lavoro e la responsabilità personale dei giornalisti, remunerati con il restante 20%. Una ricerca di Deloitte afferma che ogni click porterebbe un guadagno di soli 4-6 centesimi. Rimane il dubbio, però, sugli introiti totali di Google News.

News Media Alliance, un’associazione di editori nord-americani, calcola in circa 4,7 miliardi di dollari il guadagno di Google News nel solo 2018 mentre l’intero settore dell’editoria ha guadagnato 5,1 milioni di dollari dalla pubblicità online. Un unico attore deterrebbe circa il 48% dell’intero mercato senza pagare il prodotto venduto. Google, da parte sua, rivendica il ruolo di veicolatore  di utenti verso i siti di informazione e di partner commerciale.  Questo è un punto fondamentale.

Google ha un ruolo fondamentale nel rendere visibili e disponibili i contenuti pubblicati dagli editori e questi ultimi sono ben lieti di poter sfruttare questa fonte di potenziali utenti. Questo era il tacito patto iniziale. I giornali guadagnavano sulla pubblicità, grazie al maggior numero di lettori che veniva indirizzato, e Google guadagnava dalla pubblicità venduta sul proprio sito. Questo accordo commerciale, benché tacito, vedeva le parti contente e soddisfatte. Google News, però, è un servizio aggiuntivo che sfrutta le notizie pubblicate per generare maggiori guadagni senza ridistribuirli. Google News non è un motore di ricerca e non rientra nel tacito accordo di cui sopra, è un servizio commerciale ed è giusto che ricompensi il fornitore del prodotto.

Questo principio coinvolge tutti noi, Se è giusto remunerare i fornitori di contenuti, i proprietari dei “dati” delle attività digitali, quelle tracce che lasciamo quando utilizziamo qualsiasi risorsa digitale che sono alla base della profilazione marketing, dei big data e del machine learning, non dovrebbero essere ugualmente remunerati? Quanta ricchezza viene elusa da ogni processo fiscale e redistributivo?  

Regolamentare la economia digitale è la vera sfida che attende i parlamenti di tutto il mondo.

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