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Robot come “persone digitali”?

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Quando i robot costituiranno la metà o la maggioranza del personale, chi e come li dovrà gestire? Con quali regole? Con quali ripercussioni sull'economia e la società?

La ripartenza, ce ne stiamo accorgendo, non è accendere un motore che si era spento. La nostra economia è un treno che abbandonerà dei vagoni per ripartire. La necessità di contenere i costi, normali fino a ieri ma insostenibili oggi, non solo ha richiesto l’accesso allo smart working, ma accelerera anche l’adozione della robotica a discapito dell’occupazione umana, come avevamo rilevato poco prima della pandemia

Oggi più che allora, la robotica rappresenta una sfida intrigante e pericolosa. Se da un lato aumenta la produttività senza perdita di qualità, dall’altra viene meno un soggetto fiscale alle casse dello Stato. Infatti, il robot, benché producendo ricchezza, non ne ha ritorno e, quindi, non ha redditi tassabili al contrario del lavoratore.

Un altro aspetto, proporzionale alla loro crescita numerica, è la governance dei robot. 

Governance e Digital People

Matthew Oakeley, Chief Technology Officier della Investec Asset Management, ebbe un’illuminazione quando comprese che «i robot devono essere trattati come se fossero impiegati». Ha spiegato che «se trattate i robot come se fossero persone digitali – sapendo cosa stanno facendo, gestendo l’ambito delle loro attività e rendendo qualcuno responsabile del loro lavoro – allora tutte le regole del personale esistenti possono essere applicate a loro».

Le ore di lavoro di un robot, tra una manutenzione e l’altra, dovranno essere gestite al meglio per essere massimizzate. Saranno gestite dal COO? Dal CTO stesso? Dal HR Manager? Il periodo di riprogrammazione per passare ad un nuovo ciclo produttivo, sotto quale centro e voce di costo sarà contabilizzato? È paragonabile alla (ri)qualificazione del personale umano? Avremo gli stessi problemi dei contact center con la divisione fra operatori sintetici ed operatori umani?

La spinta robotica obbliga ad un’armonizzazione delle responsabilità aziendali. Si crea lo spazio per  una funzione orizzontale a tutta la struttura: il Chief Digital Officier. Spesso confuso con un esperto di media o di strumenti digitali, è in realtà il responsabile della strategia digitale. 

Stiamo inseguendo le best practices europee senza assimilarne la filosofia. Questo è il momento di recuperare una riflessione capace di offrire una visione sul futuro ed una seria politica economica e sociale.

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