disoccupazione

Collaborative robot cobot

Robot e Occupazione

Condividi: Robot e occupazione sono legate da tempo. Oggi i robot si sono evoluti in collaborative robot (cobot) e in cyber physical system (CPS). Quali conseguenze per il lavoro? Quali per l'occupazione? I robot, come tutti i sistemi digitali, creano nuove e diverse occupazioni. Nella prima fase della robotica industriale erano occupati in luoghi riservati ed interdetti all’uomo. L’organizzazione spaziale e territoriale era ridisegnata a misura di robot mentre il lavoratore aveva un’occupazione diversa con compiti di monitoraggio e controllo.Una nuova generazione di robotI collaborative robot, detti cobot, sono un’evoluzione importante: rappresentando il mondo esterno, possono condividere lo spazio ed il territorio con l’uomo. Lo scopo è togliere il lavoro ripetitivo all’uomo ed avere maggiore precisione e velocità di esecuzione.Il passo definitivo è stato compiuto con il cyber-physical system (CPS), network in cui robot, dispositivi digitali ed esseri umani, condividono spazi e mansioni per ottenere un processo produttivo ottimale. Qual è il futuro dell’occupazione con lo sviluppo della robotica? Nel 1930, Keynes introduceva il termine «disoccupazione tecnologica». Con esso si riferiva al deficit fra la velocità di distruzione del lavoro e la costruzione di altrettante nuove professioni. Le tecnologie digitali, come i robot, sono state introdotte con questa previsione. Oggi, con i cobot e le precedenti aspettative ancora da soddisfare, la situazione peggiora in quanto viene eroso ulteriore spazio all’umano.Un nuovo ambiente di lavoroI CPS, dal canto loro, costituiscono il nuovo ambiente di lavoro: un network dove gli apparati meccanici e digitali sono in grado di rappresentarsi l’ambiente in cui operano grazie a sensori che ne catturano gli input, algoritmi che li elaborano e attuatori in che agiscono nel fisico. I CPS diventano luoghi in cui si elaborano informazioni in processi che escludono l’umano, confinato al ruolo di controllore della azioni autonome dei CPS. Il lavoratore è l’anello debole della catena perché non ha né l’immediatezza del dato (in possesso dei sensori) né la capacità di elaborare una risposta in collaborazione con gli altri membri del network. Questo nuovo passo avanti è denso di conseguenze e, non rendendocene conto, non ci stiamo preparando ad affrontarle. Consolati da alcuni numeri specifici dell’occupazione, perdiamo di vista il quadro di riferimento dove risultano meno ore lavorate, incremento di contratti a tempo e richiesta di mansioni meno specializzate.Nuove politiche fiscaliRobot, cobot e CPS sostituiscono i lavoratori determinando una diminuzione delle risorse disponibili (i robot non percepiscono salario) e maggiore elusione fiscale a fronte di un’equale o maggiore ricchezza prodotta. È un aspetto colpevolmente ignorato dalle politiche economiche e sta assumendo i contorni dell’emergenza, specialmente considerando la difficile sostenibilità del welfare.Se non corriamo ai ripari, la rivoluzione digitale ci farà vivere meglio ma da poveri. Read More Condividi:

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